COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA E URBANA 5
5° Anno - Annualità Singola
Frequenza Non obbligatoria
- 6 CFU
- 48 ore
- ITALIANO
- Polo Universitario Goriziano
- Opzionale
- Orale
- SSD ICAR/14
- A scelta dello studente
D1. CONOSCENZA E CAPACITA’ DI COMPRENSIONE L’obiettivo formativo del corso consiste nel fornire agli studenti la capacità utilizzare teorie, principi e tecniche della composizione architettonica e urbana funzionali allo sviluppo interdisciplinare e transcalare del progetto. L’esperienza progettuale del corso è coordinata con gli obiettivi generali del Laboratorio di Progettazione Integrata e quelli specifici degli altri corsi. Questo percorso di integrazione dei saperi per affrontare la complessità del rapporto architettura-città si traduce in un obiettivo comune di conoscenza: “fare spazio”. Questo principio assume tonalità di ricerca continua che pone la questione urbana come un problema di importanza fondamentale per il progetto di architettura. Per questa ragione la ricerca transtipologica si conferma come il principale vettore di conoscenza teorica e pratica del rapporto tra il manufatto e l’insieme dei manufatti (la somma delle parti è superiore all’unità) e del rapporto tra lo spazio costruito e lo spazio vuoto, così da porre in secondo piano la semplice applicazione del concetto di misura, nella scala urbana. Oltre alla comprensione della dialettica tra la dimensione fisica e la dimensione fenomenica, propria della complessità della composizione architettonica e urbana, lo studente sarà stimolato a prender consapevolezza della personale attitudine espressiva, e quindi a dar anche risposta alle questioni di linguaggio, all’interno di un obiettivo comune viste le premesse del corso: il trattamento compositivo di tutti i manufatti rimane in un ambito discreto e privo di fragore dove il segno deciso e sicuro non permette orpelli formalistici e dove si aprono questioni complesse che permetteranno di riferirsi all’Architettura come Luogo, luogo della speranza oltre che della ricerca. D.2 CONOSCENZA E CAPACITA’ DI COMPRENSIONE APPLICATA Rispetto alle nozioni fornite dal corso e ai contenuti operativi che saranno sviluppati dalla docenza, lo studente dovrà dimostrare capacità di comprensione applicata sulle seguenti questioni: 1. Osservazione e comprensione del fenomeno urbano nel suo insieme secondo matrici figurative; 2. Ambito di relazioni e interferenze tra architettura e complesso urbano; 3. Capacità di attraversare e utilizzare le diverse scale del progetto (edificio, isolato, città, .); 4. Capacità di articolazione del progetto di architettura con altri ambiti tematici (mobilità, spazio pubblico, sistemi vegetazionali, paesaggio, ecc.) 5. Controllo della dimensione percettivo-estetica e di inserimento urbano in relazione ai materiali e alle tecnologie costruttive. D.3 AUTONOMIA DI GIUDIZIO Uno degli obiettivi principali del corso riguarda lo sviluppo delle argomentazioni personali dello studente sulle scelte compositive e sulle soluzioni progettuali adottate attraverso un esercizio che si articola tra sperimentazione libera, dialettica e confronto, messa a norma e autoverifica ed in particolare: 1. osservazione; 2. ideazione e interpretazione; 3 dimensionamento e modellazione; 4. verifiche e autoverifiche tecnico-normative; 5 sviluppo di una grammatica del progetto di architettura. D.4 ABILITA’ COMUNICATIVE Gli obiettivi formativi saranno completati dall’esercizio alla “comunicazione del progetto” si come abilità tecnico-espressiva propria del disegno di architettura, che come consapevole e proprio linguaggio, sperimentando e integrando supporti, media e codici comunicativi diversi. D.5 CAPACITA’ DI APPRENDERE Lo studente sarà chiamato alla fine del corso ad illustrare criticamente il percorso progettuale sviluppato e le ragioni teoriche che lo hanno fondano per dare conto delle diverse dimensioni del progetto e delle ragioni di coerenza e relazione con le altre discipline del Laboratorio.
I prerequisiti sono quelli previsti dal Laboratorio di Progettazione Integrata, ovvero aver frequentato i Laboratori propedeutici e aver assolto tutte le propedeuticità come previsto dal regolamento del Corso di studi.
Il corso di Composizione Architettonica e Urbana 5 è parte integrante del Laboratorio di Progettazione Integrata dell’Architettura e del Costruito, così anche i contenuti teorici coordinati con gli altri corsi del Laboratorio, e l’esercitazione progettuale è unica. [.] Non credo certo di avere le qualità narrative di Balzac, ma l’argomento che sto per affrontare le richiederebbe, perché si tratta dell’ultima storia romantica del “domaine bâtí” italiano. Una storia – si badi – di congetture, più che di verità acclarate, ma la quale – secondo me – riguarda uno dei due singolari momenti magici dell’architettura italiana di tutto il XX Secolo [.] così Francesco Tentori apre l’introduzione del suo “Imparare da Venezia”, e io così inizio la premessa di questo corso, con Tentori e con il suo testo che ripercorre/ricostruisce quelli anni ( 1956-1964 e 1968-1972) di cui egli ne fu anche diretto protagonista, che da Samonà al Gruppo Architettura di Aymonino videro, oggi possiamo dirlo, la nascita proprio di questa disciplina, la “composizione architettonica e urbana”, ma soprattutto la nascita di un nuovo modo di guardare alla città attraverso l’architettura, ma anche viceversa. Ripartire dai temi, dagli strumenti e dalle vicende della “composizione urbana”, del rapporto morfo-tipologico, dei morfemi e morfotipi, passando dall’architettura della città al concetto di scena urbana, per arrivare a quello di coerenza figurale, e da quello dei fatti urbani a quello della “costruzione vuoto” (urbano) fino all’edificio-città, per tracciare un percorso didattico in grado di offrire solidi riferimenti culturali, consolidati strumenti operativi, ma anche occasioni di riflessione e sperimentazione sul progetto di architettura oggi, proiettato però nella complessità della dimensione urbana. Proponiamo quindi uno “sperimentale cortocircuito” tra l’approccio dei padri fondatori (allora innovativo) della composizione architettonica e urbana in Italia con le sperimentazioni di alcune figure atipiche e da questi solo apparentemente lontani ma ancora non del tutto esplorate come Wes Jones, James Wines e Lebbeus Woods. Questo specifico percorso teorico-operativo sarà riutilizzato (rimesso in circolo) come “serbatoio di contenuti” per alimentare, nell’esercizio progettuale, le risposte dello studente alle istanze più attuali e non ancora codificate poste dalla città contemporanea. Città contemporanea intesa in tutte le sue forme e manifestazioni e soprattutto in tutte le sue “complessità e contraddizioni”. Ogni città, attraverso la sua forma, ci parla dei meccanismi di appropriazione spaziale, dei sistemi di relazioni e delle aspirazioni di una precisa epoca: leggere la morfologia dei luoghi ci permette di coglierne le trasformazioni, le alterazioni e le discontinuità, prima di prefigurare, attraverso il progetto, un successivo mutamento. Nel corso della storia cambia l'idea di città e con essa mutano anche gli elementi con cui si compiono le trasformazioni. La questione centrale del nostro lavoro è saper riconoscere le diverse trame, leggere le differenze, determinare le variazioni per ipotizzare nuove morfologie capaci di essere strumento guida per il progetto e letture orientate alla modificazione delle singole architetture. Il corso si articola in un percorso sperimentale tra teoria e progetto e tra architettura e città, affrontando questioni oggi ormai cogenti per la Composizione Architettonica e Urbana come la rigenerazione, il riuso, lo smart growth, l’infill development, lo slum upgrading, il mixed use, l’agriurbanization, la “seconda natura”, il consumo di suolo, la resilienza, la forestazione urbana, ma senza dimenticare il punto di partenza (vedi sopra) e le questioni di base che animano questa disciplina: l’arte di costruire la città
Bibliografia generale: C. Aymonino et al. Gruppo Architettura, Per una ricerca di progettazione 3: anno accademico 1970-1971. Il ruolo dell’abitazione nella formazione e nello sviluppo della città moderna e contemporanea, Venezia, Istituto Universitario di Architettura di Venezia, 1971 R. Banham, Los Angeles. L’architettura di quattro ecologie, Genova, Costa&Nolan, 1983 (edizione originale: 1971) L. Benevolo, La cattura dell’infinito, Roma-Bari, Laterza, 1991 A. Cantafora, Quindici stanze per una casa, Torino, Einaudi, 1988 P.L. Grandinetti, A. Dal Fabbro, R. Cantarelli, Gianugo Polesello. Un maestro del novecento. La composizione in architettura, Siracusa, LetteraVentidue, 2019 V. Gregotti, Il territorio dell’architettura, Milano, Feltrinelli, 1993 (edizione originale: 1966) W. Jones, Instrumental form: design for words, buildings, machines, New York, Princeton Architectural Press, 1998 R. Koolhaas and Bruce Mau, S, M, L, XL, New York, Monicelli Press, 1995 F. Bilò (a cura di), R. Koolhaas. Antologia di testi su Bigness: progetto e complessità artificiale, Roma, Kappa, 2004 R. Koolhaas, Delirius New York: un manifesto retroattivo per Manhattan, Milano, Electa, 2001 (edizione originale: 1978) G. Mastrigli, R. Koolhaas. Junkspace: per un ripensamento radicale dello spazio urbano, Macerata, Quodlibet, 2006 M. Mucci, Lebbeus Woods: Experimental Architecture. Tra immaginazione figurative e decostruttivismo linguistico, Siracusa, LetteraVentidue, 2022 A. Rossi, L’architettura della città, Milano, il Saggiatore, 2018 pag. 169 (edizione originale: 1966) F. Purini, Discorso sull’architettura. Cinque itinerari nell’arte del costruire, Venezia, Marsilio, 2022 F. Tentori, Imparare da Venezia, Roma, Officina, 1994 C. Toraldo di Francia, SITE architecture 1971-1988, Roma, Officina, 1989 R. Venturi, Complessità e contraddizioni nell’architettura, Bari, Dedalo Edizioni, 1991 (edizione originale: 1977) P. Virilio, Lo spazio critico, Bari, Dedalo Edizioni, 1998 La bibliografia specifica verrà illustrata durante le lezioni
Il corso di Composizione Architettonica e Urbana 5 è parte del Laboratorio di Progettazione Integrata dell’Architettura e del Costruito ed è strettamente coordinato con le attività didattiche degli altri 3 corsi e si articolerà in: 1. lezioni teoriche ex cattedra 2. lezioni su casi studio 3. seminari collettivi 4. esercitazioni propedeutiche 5. revisioni e discussione con singoli gruppi di lavoro 6. sopralluoghi nelle aree studio 6. seminari con docenti e professionisti esterni 7. workshops 8. viaggio studio
Il corso di Composizione Architettonica e Urbana 5 è all'interno del Laboratorio di Progettazione Integrata dell'Architettura e del Costruito L'attività didattica e anche il caso studio (progetto d'esame) del corso sono coordinati con gli altri corsi interni al Laboratorio di Progettazione Integrata dell'architettura e del costruito per informazioni e comunicazioni relative al corso di Composizione Architettonica e Urbana scrivere a: prof. Adriano Venudo avenudo@units.it
L'esame rientra all’interno delle attività del Laboratorio di Progettazione Integrata per cui sarà svolto in maniera unificata con gli altri corsi. Si svolgerà mediante la presentazione degli elaborati grafici e scritti prodotti da ogni gruppo nel corso del Laboratorio e un contemporaneo colloquio individuale sui temi teorico-disciplinari attinenti al progetto, trattati nel corso delle lezioni ed approfonditi con la lettura di alcuni volumi della bibliografia generale e di quella suggerita di volta in volta a lezione. L'esame del corso Composizione Architettonica e Urbana 5 è parte integrante dell'esame del Laboratorio. La votazione è espressa in trentesimi. Le domande sono di tipo aperto. Il criterio generale per ottenere la sufficienza si basa sulla teoria del minimo di Liebig, ovvero non dall'ammontare del livello di conoscenza di tutti gli argomenti (temi, strumenti, teorie) trattati dal corso, ma dal livello di conoscenza del più scarso e di come questo influenzi gli altri, limitandone l'applicazione teorico-progettuale. Il criterio specifico per ottenere la sufficienza riguarda la presenza o meno della coerenza tra le scelte progettuali sviluppate nel progetto d'esame e quelle teoriche discusse e trattate dal corso. Per ottenere il punteggio massimo lo studente dovrà dimostrare, oltre che la coerenza tra le scelte progettuali e quelle teoriche (quindi la conoscenza di teorie, tecniche, strumenti e temi trattati durante il corso), capacità critica, un proprio linguaggio architettonico, e autocritica nell'esposizione del progetto.
Il corso ha carattere sia teorico che tecnico-operativo quindi le tematiche sono di natura culturale, e pertanto sono fondamentali per la formazione di un architetto consapevole delle responsabilità sociali, politiche e anche ambientali di chi si prepara a operare trasformazioni nell'ambiente costruito e nei luoghi di vita delle persone. Conoscenze e competenze acquisite possono contribuire all'obiettivo delle Città e comunità sostenibili, in particolare alla riqualificazione ambientale, paesaggistica e urbana inclusiva e sostenibile, alla promozione del patrimonio culturale.