DIRITTO ROMANO

[080GI]
a.a. 2025/2026

Primo Semestre

Frequenza Non obbligatoria

  • 6 CFU
  • 40 ore
  • ITALIANO
  • Sede di Trieste
  • Obbligatoria
  • Convenzionale
  • Orale
  • SSD IUS/18
  • Base
Curricula: PERCORSO COMUNE
Syllabus

Obiettivi formativi:
Abilità (cioè la capacità di applicare le conoscenze acquisite):
- capacità di esaminare in modo critico i testi giuridici;
- capacità di comprenderne le argomentazioni implicate.

Avere sostenuto l'esame di Istituzioni di diritto romano.

Nel corso ci si propone di analizzare la riflessione della giurisprudenza classica romana e gli interventi legislativi imperiali in tema di caccia e di tesoro, indagando così alcuni aspetti legati all’acquisto della proprietà. Sono altresì proposti alcuni approfondimenti circa l’utilizzo delle fonti e dei concetti romani nei secoli successivi fino all’approdo alle codificazioni moderne.
Per quanto concerne la caccia, si considerano la ‘condizione giuridica’ della ‘fiera’ e la sua ‘occupazione’ da parte del cacciatore, con particolare focus sulla disputa circa l’appartenenza dell’animale a chi lo ferisce o a chi materialmente lo prende, nonché sul secolare conflitto che contrappone cacciatori e proprietari.
In materia di tesoro si approfondiscono, oltre alle definizioni, le norme stabilite nel corso dell’esperienza giuridica romana sull’acquisto della proprietà da parte dell’inventore e del proprietario del fondo. Non si trascura, inoltre, di dare conto delle linee essenziali del diritto successivo, soprattutto in riferimento all’emergere della necessità di tutelare il c.d. ‘tesoro archeologico’.

Testi di riferimento:
1. Arrigo Diego Manfredini, “Chi caccia e chi è cacciato...”. Cacciatore e preda nella storia del diritto, ed. Giappichelli, Torino, 2006. Sono da studiare le pp. 1-101 (Capp. I, II, III, IV § 1), 197-305 (Capp. VII, VIII).
2. Arrigo Diego Manfredini, Antichità archeologiche e tesori nella storia del diritto, ed. Giappichelli, Torino, 2018. Sono da studiare le pp. 15-46 (Capp. II-III, IV, V), 74-83 (ossia §§ 4 e 5 del Cap. IX e § 1 del Cap. X), 95-98 (ossia §§ 1 e 2 del Cap. XI; sono da escludere i sottoparagrafi 2.1, 2.2. e 2.3), 128-135 (ossia §§ 4 e 5 del Cap. XIII), 167-201 (Cap. XV, Cap. XVI, Cap. XVII e il paragrafo 1 del Cap. XVIII), 213-229 (Cap. XIX), 269-273 (Conclusioni); sono da leggere le pp. XVII-XX (Introduzione), 3-14 (Cap. I), 47-68 (Capp. VI, VII, VIII).
3. Una dispensa contenente la traduzione italiana dei passi latini, essenziale per sostenere l’esame, sarà messa a disposizione nel Team dell’insegnamento e presso i tutori di Giurisprudenza.

Nel corso ci si propone di analizzare la riflessione della giurisprudenza classica romana e gli interventi legislativi imperiali in tema di caccia e di tesoro, indagando così alcuni aspetti legati all’acquisto della proprietà. Sono altresì proposti alcuni approfondimenti circa l’utilizzo delle fonti e dei concetti romani nei secoli successivi fino all’approdo alle codificazioni moderne. Per quanto concerne la caccia, si considerano la ‘condizione giuridica’ della ‘fiera’ e la sua ‘occupazione’ da parte del cacciatore, con particolare focus sulla disputa circa l’appartenenza dell’animale a chi lo ferisce o a chi materialmente lo prende, nonché sul secolare conflitto che contrappone cacciatori e proprietari. In materia di tesoro si approfondiscono, oltre alle definizioni, le norme stabilite nel corso dell’esperienza giuridica romana sull’acquisto della proprietà da parte dell’inventore e del proprietario del fondo. Non si trascura, inoltre, di dare conto delle linee essenziali del diritto successivo, soprattutto in riferimento all’emergere della necessità di tutelare il c.d. ‘tesoro archeologico’.

Lezioni frontali con lettura e spiegazione dei testi.

Eventuali cambiamenti alle modalità qui descritte saranno comunicati nel sito web di Dipartimento, del Corso di Studio e dell'insegnamento.

L’esame consiste in una prova orale: allo studente vengono rivolte più domande per verificarne la preparazione sulle diverse parti del programma. Accanto a domande generali si pongono domande specifiche, al fine di verificare la capacità dello studente ad organizzare il discorso e ad argomentare le proprie conclusioni.
Il punteggio della prova è attribuito mediante un voto espresso in trentesimi, calcolato in base alla valutazione sulla qualità delle risposte date dal candidato/dalla candidata. L’esame è superato con un punteggio di 18/30. Lo studente/la studentessa deve dimostrare di aver acquisito una conoscenza sufficiente degli argomenti rientranti nel programma del Corso. Per conseguire il punteggio massimo (30/30 e lode), lo studente/la studentessa deve invece dimostrare di aver acquisito una conoscenza eccellente in merito ai temi oggetto delle domande formulate in sede di esame.

Questo insegnamento approfondisce argomenti strettamente connessi a uno o più obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite

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