TEORIA E TECNICA DELLA NORMAZIONE E DELL'INTERPRETAZIONE
5° Anno - Primo Semestre
Frequenza Non obbligatoria
- 9 CFU
- 60 ore
- ITALIANO
- Sede di Trieste
- Opzionale
- Convenzionale
- Orale
- SSD IUS/20
Affinare le abilità logiche utili al giurista per intervenire come tecnico nei processi di produzione, interpretazione e di applicazione delle norme.
Familiarità con l'analisi concettuale
Analisi dei problemi metodologici, teorici e pratici concernenti la produzione, l'interpretazione e l'applicazione di norme, affrontati dal punto di vista di una metodologia giuridica di impostazione giuspositivista. Il corso si articola in sei parti principali:
1. Il linguaggio normativo ordinario e il linguaggio giuridico
2. Interpretare, applicare, argomentare. Le indeterminatezze del linguaggio ordinario e del linguaggio giuridico, dal punto di vista del legislatore e dell'interprete.
3. Un'introduzione alla logica proposizionale e dei predicati ai principali strumenti retorici. Le fallacie. La teoria del ragionamento giuridico (e in particolare giudiziale). La motivazione e i suoi requisiti di logicità.
4. Le disposizioni giuridiche sulla produzione, interpretazione e applicazione di norme. Le tecniche e gli argomenti interpretativi giuridici.
5. Teorie del precedente (l'analogia e la dissociazione)
6. L'interpretazione costituzionale e il bilanciamento dei principi.
Ai frequentanti si consiglia di preparare l’esame sul materiale immesso in Moodle o Teams durante il corso e sugli appunti presi a lezione. Il manuale di riferimento è comunque G. Pino, L'interpretazione nel diritto, Giappichelli, Torino, 2021.
Ai non-frequentanti si consiglia di preparare l’esame su:
1) G. Pino, L'interpretazione nel diritto, Giappichelli, Torino, 2021;
2) Presidenza del Consiglio dei ministri, Circolare 20 aprile 2001, n. 1.1.26/10888/9.92, Allegato con Regole e raccomandazioni per la formulazione tecnica dei testi legislativi, in particolare i punti 1; 2 (a, b, c; raccomandazioni a, b, c, d); 3 (g, h, i, l; raccomandazioni); 4 (a, b, c, d, e, f, g, h, i, l, m, n; raccomandazioni); 5; 7; 14;
3) Presidenza del Consiglio dei ministri, Circolare 2 maggio 2001, n. 1/1.1.26/10888/9.92, Guida alla redazione dei testi normativi, in particolare i punti 1.1; 1.2; 1.3; 1.4; 1.5; 1.6; 1.7; 1.8; 1.9.2 (a, c, t); 2.1; 2.2.2; 2.2.3; 2.3.3; 3.1; 3.2; 3.5; 4.1; 4.2; 4.3; 4.4; 4.5; 4.12;
4)Regole e suggerimenti per la redazione dei testi normativi, paragrafi 1-21, con gli esempi e le spiegazioni per l'applicazione delle regole.
Frequentanti e non-frequentanti, infine, sono invitati a confrontare su EUR-Lex la formulazione italiana e quella inglese dei 6 orientamenti (guidelines) di tecnica legislativa contenuti nella Guida pratica comune, spiegazioni annesse a ciascuno dei 6 orientamenti escluse.
Gli studenti partecipanti a un programma di mobilità internazionale (es., Erasmus+ Studio) concordano a voce un programma d'esame specifico, possibilmente all’inizio del corso.
Il corso è incentrato sull'analisi dei problemi teorici e pratici concernenti la produzione, l'interpretazione e l'applicazione di norme, affrontati dal punto di vista di una metodologia giuridica di impostazione giuspositivistica. Il corso si articola in sei parti principali:
1. Il linguaggio normativo ordinario e il linguaggio giuridico da un punto di vista semiotico.
2. Interpretare, applicare, argomentare. Le indeterminatezze del linguaggio ordinario e del linguaggio giuridico, dal punto di vista del legislatore e dell'interprete. Le principali concezioni dell'interpretazione e dell'applicazione: scetticismo (estremo e moderato) vs. formalismo (estremo e moderato) vs contestualismo vs costruttivismo.
3. Le definizioni e le disposizioni giuridiche sulla produzione, interpretazione e applicazione di norme. Le tecniche e gli argomenti interpretativi giuridici.
5. Teorie del precedente. L'analogia e la dissociazione
6. Un'introduzione alla logica proposizionale e dei predicati e ai principali strumenti retorici. Le fallacie. La teoria del ragionamento giuridico (e in particolare giudiziale). La motivazione e i suoi requisiti di logicità. Due concezioni della razionalità: generalismo vs. particolarismo
6. L'interpretazione costituzionale e il bilanciamento dei principi.
Il corso si articola in lezioni "frontali", durante le quali, tuttavia, l'uditorio sarà sollecitato a collaborare, attraverso interventi di ogni tipo (domande di chiarimento, obiezioni, proposte), alla costruzione di un ambiente favorevole alla discussione critica in cui tutti, superando consuete ritrosie, possano addestrarsi a fornire in pubblico ragioni per le proprie opinioni. Gli studenti verranno altresì stimolati a effettuare autonomamente ricerche sui temi trattati.
L’ordine programmato dei temi trattati a lezione potrà occasionalmente subire lievi variazioni in ragione della disponibilità dei docenti invitati a tenere seminari e a partecipare e degli interessi manifestati dagli studenti.
L’esame consiste in una prova orale, articolata in tre quesiti sui temi trattati a lezione. Per gli studenti frequentanti una domanda verte sull’analisi delle possibili soluzioni a un problema interpretativo selezionato insieme al docente e approfondito autonomamente dallo studente.
Il punteggio della prova è attribuito mediante un voto espresso in trentesimi, calcolato in base alla valutazione sulla qualità delle risposte date dal candidato/dalla candidata. L’esame è superato con un punteggio di 18/30. Lo studente/la studentessa deve dimostrare di aver acquisito una conoscenza sufficiente degli argomenti rientranti nel programma del Corso. Per conseguire il punteggio massimo (30/30 e lode), lo studente/la studentessa deve invece dimostrare di aver acquisito una conoscenza eccellente in merito ai temi oggetto delle domande formulate in sede di esame.
Questo insegnamento approfondisce argomenti strettamente connessi a uno o più obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite