DISCIPLINE DEMOETNOANTROPOLOGICHE
3° Anno - Annualità Singola
Frequenza Non obbligatoria
- 1 CFU
- 12 ore
- ITALIANO
- Sede di Trieste
- Obbligatoria
- Orale
- SSD M-DEA/01
- Base
Is part of:
Al termine del corso le studentesse e gli studenti sono in grado di:
Conoscenza e comprensione: conoscere e comprendere criticamente concetti, categorie e modelli interpretativi propri del pensiero antropologico;
Applicazione della conoscenza e della comprensione: applicarli – quali competenze culturali, relazionali e comunicative – alla comprensione e alla gestione dei fattori sociali e culturali che investono il processo della gravidanza, del parto e della nascita nella nostra società, anche in prospettiva multietnica e pluriculturale (donne migranti).
Autonomia di giudizio: sviluppare una prospettiva critica e riflessiva – frutto della comparazione di sistemi interpretativi e assistenziali differenti – nei confronti del nostro sistema biomedico.
Abilità comunicative: sviluppare strategie comunicative che tengano conto della dimensione antropologica e interculturale dell’esperienza del parto.
Capacità di apprendimento: costruire scenari di apprendimento continui, a partire dall’esperienza quotidiana di relazione con le donne incinte e partorienti, approfondendo in maniera autonoma gli argomenti trattati nel corso, anche tramite la consultazione di testi di bibliografia specifica.
Nessuno.
Il corso affronta in prospettiva interculturale il tema del parto e della nascita. Partendo dal concetto di parto come evento complesso di natura bio-psico-sociale e culturale e dai fondamenti teorici dell’antropologia medica e della cross-cultural midwifery si compareranno modalità diverse di concepire (e intervenire su) tale processo nelle diverse culture. In particolare, attraverso alcuni studi etnografici:
si confronterà il modello di parto medicalizzato largamente presente nelle società post-industriali con modelli di parto non medicalizzato presenti sia nel nostro contesto (parto domiciliare nei paesi europei), sia in contesti “tradizionali” (come quelli indigeni centro-americani o di altre aree geografiche culturali).
Si discuteranno tali modelli alla luce di concetti e categorie fortemente presenti nel dibattito internazionale e nella ricerca antropologica, come quelli di Respectful maternity care, Human rights in childbirth e Obstetric violence e delle più recenti direttive e raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della Sanità in merito a una esperienza positiva del parto e della nascita.
Diapositive presentate durante la lezione, link a video/filmati, inseriti nel Teams del corso.
QUATTROCCHI P. 2018 “Partorire e nascere a domicilio e in casa maternità. Una ricerca antropologica, Editpress, Firenze (solo sezioni/capitoli discussi durante le lezioni)
Lettura di almeno uno dei seguenti articoli (a scelta):
MARCHETTI, M. Gravidanza, parto, puerperio in un contesto d’immigrazione: un approccio antropologico per la calibrazione culturale dei servizi socio-sanitari. Rivista della Società italiana di antropologia medica / 35-36, ottobre 2013, pp. 247-278.
QUAGLIARIELLO, C. 2023, Quali rappresentazioni dei rischi legati alla gravidanza? Esperienze italiane e senegalesi a confronto, in Biscardi, Danna, Quagliariello, pp. 17-42.
QUATTROCCHI P. 2010 “I mille volti della sobada. Saperi riproduttivi e pratiche di
resistenza nello Yucatan contemporaneo (Messico), “Annuario Antropologia”, Anno IX, n. 12,. Ledizioni, Milano, pp.83-118.
QUATTROCCHI, P. 2024 Il prezioso contributo delle ostetriche alla prevenzione della violenza ostetrica, in Vuano B. (ed.) Madri – insieme. La professione dell’ostetrica dal dopoguerra a oggi nella realtà friulana, Forum editrice, pp. 35-58.
Lettura di almeno uno dei due seguenti brevi documenti:
Respectful Maternity Care: The Universal Rights of Childbearing Women (Charter of Universal Rights), White Robbin Alliance, 2011 (pag. 1-5);
Il corso affronta in prospettiva interculturale il tema del parto e della nascita. Partendo dal concetto di parto come evento complesso di natura bio-psico-sociale e culturale e dai fondamenti teorici dell’antropologia medica e della cross-cultural midwifery si compareranno modalità diverse di concepire (e intervenire su) tale processo nelle diverse culture. In particolare, attraverso alcuni studi etnografici:
si confronterà il modello di parto medicalizzato largamente presente nelle società post-industriali con modelli di parto non medicalizzato presenti sia nel nostro contesto (parto domiciliare nei paesi europei), sia in contesti “tradizionali” (come quelli indigeni centro-americani o di altre aree geografiche culturali).
Si discuteranno tali modelli alla luce di concetti e categorie fortemente presenti nel dibattito internazionale e nella ricerca antropologica, come quelli di Respectful maternity care, Human rights in childbirth e Obstetric violence e delle più recenti direttive e raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della Sanità in merito a una esperienza positiva del parto e della nascita.
Lezione dialogata a partire dalla discussione guidata di testi, filmati (proiettati durante le lezioni) e materiali di ricerca; analisi di studi di caso, brevi esercitazioni.
No
L’accertamento in itinere avverrà tramite la discussione in aula e la partecipazione attiva durante le lezioni. L’esame finale consisterà nella discussione orale di un “caso”, a scelta della studentessa, analizzato attraverso la prospettiva antropologica. Il caso potrà riguardare il parto e la nascita in un’area geografico-culturale particolare, un’esperienza diretta (autoetnografia/pratica riflessiva) o raccolta (per esempio attraverso un’intervista o una osservazione di campo). Le diverse opzioni saranno esplicitate durante le lezioni. Le studentesse che lo desiderano potranno discutere il caso attraverso una breve presentazione in PowerPoint (massimo 4 diapositive foto comprese, senza eccezioni).
I criteri di valutazione della prova orale consisteranno nel verificare le conoscenze acquisite, la capacità di trasferirle e applicarle in maniera critica in contesti reali riguardanti la pratica assistenziale e l'utilizzo di un lessico appropriato all'ambito disciplinare. Il voto finale sarà espresso in trentesimi, secondo la seguente griglia di valutazione:
30 e lode: prova eccellente, approfondita padronanza e conoscenza degli argomenti e spiccato senso critico, ricchezza dell'articolazione discorsiva e proprietà espressiva;
30: prova ottima, padronanza degli argomenti, conoscenze complete e adeguate, ben articolate, espresse correttamente e in prospettiva critica;
29-27: prova buona, conoscenze adeguate, espressione corretta;
26-24: prova discreta, conoscenze essenziali, ma non esaurienti e/o non sempre articolate con correttezza;
23-21: prova sufficiente, conoscenze presenti in modo generale e/o superficiale; espressione spesso non appropriata e/o non chiara;
20-18: prova appena sufficiente, espressione e articolazione del discorso lacunosa;
<18: prova insufficiente, conoscenze assenti o molto lacunose, mancanza di un linguaggio specifico e di comprensione della prospettiva specifica della disciplina.
3-5-10