TIROCINIO 3 ANNO
3° Anno - Annualità Singola
Frequenza Obbligatoria
- 21 CFU
- 21 ore
- ITALIANO
- Sede di Trieste
- Obbligatoria
- Convenzionale
- Orale
- SSD MED/47
- Caratterizzante
Gli obiettivi formativi generali del tirocinio professionalizzante sono i seguenti: - apprendere le abilità nel rispetto delle acquisizioni delle previste competenze tecnico-operative (gestuali), intellettuali (cognitive) e relazionali per la formazione di un core curriculum in linea con gli standard di qualità minimi per esercitare la professione di Ostetrica: attraverso la compenetrazione fra teoria e pratica, i saperi formali teorici si integrano con i saperi pratici del tutor, trasformando la conoscenza in competenza; - sviluppare il pensiero critico, il ragionamento diagnostico e di problem solving ed apprendere la pratica riflessiva: il confronto con la persona-utente, con la sua storia umana e di salute favorisce lo sviluppo di atteggiamenti coscienziosi, empatici e compassionevoli che tendono al raggiungimento di un’eccellenza professionale ed umana; - essere responsabile del proprio percorso formativo e del proprio operato in conformità al Profilo Professionale ed al Codice Deontologico; - sviluppare identità ed appartenenza professionale in un’ottica di pre-socializzazione al mondo del lavoro: il tirocinio offre l’opportunità di superare progressivamente le immagini idealizzate della professione ed aiuta a confermare la scelta professionale; mette a contatto con i contesti organizzativi, i rapporti interprofessionali, i valori, le abilità ed i comportamenti lavorativi. Gli obiettivi formativi generali possono essere esplicitati attraverso i 5 Descrittori di Dublino di seguito riportati Conoscenza e capacità di comprensione Al termine del tirocinio gli studenti devono essere in grado di: Conoscenza e capacità di comprensione Al termine del tirocinio gli studenti devono essere in grado di: - conoscere la pianificazione, la gestione e la valutazione dell’assistenza ostetrica, ginecologica e neonatale; Conoscenza e capacità di comprensione applicate Al termine del tirocinio dell’intero triennio gli studenti devono essere in grado di: - applicare le conoscenze ed i modelli assistenziali appresi nei contesti specifici di riferimento, le tecniche assistenziali ostetriche nel travaglio e parto a medio ed alto rischio; - - conseguire gli obiettivi degli standard formativi pratici e di tirocinio, rispondente alle normative europee (Direttiva 2005/36/CE, del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali e successive modificazioni) Autonomia di giudizio Al termine del tirocinio gli studenti devono essere in grado di: - applicare il ragionamento nella pianificazione di assistenza e cura, identificando i bisogni e le necessità dell’utenza di riferimento, organizzando le attività, erogando prestazioni specifiche e tenendo conto dei valori, dell’etnia e dell’appartenenza religiosa della persona assistita; Abilità comunicative Al termine del tirocinio gli studenti devono essere in grado di: - ascoltare e comunicare con la persona assistita, la sua famiglia e con le altre persone coinvolte (con particolare attenzione alle persone straniere appartenenti a differenti etnie); Capacità di apprendimento Al termine del tirocinio gli studenti devono essere in grado di: - dimostrare abilità nella valutazione degli interventi di propria competenza professionale; - rilevare i propri bisogni di sviluppo ed apprendimento;
Aver superato l'esame di tirocinio del 2° anno (22 CFU)
Il percorso teorico è strettamente correlato al tirocinio clinico, la cui logica curriculare si concretizza nella propedeutica e progressiva acquisizione di conoscenze, capacità e comportamenti. È previsto un percorso articolato e tutorato: dall’assistenza ostetrica di base, volta all’apprendimento di tecniche, manovre, valutazioni, abilità comunicative e di pianificazione fondamentali, si procede progressivamente verso lo sviluppo di competenze sempre più complesse e articolate su interventi di natura intellettuale e tecnico-scientifica (in ambito clinico, relazionale, educativo e gestionale), volti alla prevenzione, diagnosi, cura, salvaguardia e recupero della salute in ambito ostetrico, neonatale, ginecologico e oncologico. Particolare attenzione viene rivolta a soggetti quali donna, coppia, neonato, bambino, famiglia e collettività, nei diversi contesti di vita e luoghi di assistenza, considerando gli standard di tirocinio previsti dalle normative nazionali e internazionali di riferimento. Il tirocinio professionale è parte integrante del percorso formativo, in quanto rappresenta lo spazio di esperienza in cui tradurre in comportamenti professionali le conoscenze apprese, utilizzando il corpus teorico della Midwifery care (supporto), cure (clinica) e educator (educazione/informazione). Il tirocinio clinico rappresenta, pertanto, la strategia formativa in cui lo studente può sperimentare gradualmente un certo grado di autonomia operativa, un momento di rielaborazione personale e propedeutico per comprendere le caratteristiche del ruolo professionale, attraverso l’affiancamento a un professionista esperto e in contesti sanitari specifici, al fine di apprendere nel luogo assistenziale le competenze acquisite in forma teorica.
- Calais-Germain, B. et al. (2016) Partorire in Movimento: I movimenti del bacino durante il parto. Roma: Epsylon. - Costantini, W. and Calistri, D. (2013) Ostetrica. Padova: Piccin. - Crescini, C. and Ragusa, A. (2017) Urgenze ed Emergenze in Sala Parto. Padova: Piccin. - Crescini, C. and Vernier, C. (2020) Cura e Cultura del Perineo. Padova: Piccin. - Danti, L. (2017) Il periodo Espulsivo e ... dintorni. Padova: Piccin. - Danti, L. (2018) Cardiotocografia: Quando utilizzarla, Come Interpretarla, Quali Management. Padova: Piccin. - Guana, M. and Cappadona, R. (2011) La Disciplina Ostetrica: Teoria, pratica e organizzazione della professione. Milano: Macgraw. Hill. - Pescetto, G., Pecorari, D. and Ragni, N. (2017) Ginecologia e Ostetricia. Roma: SEU. - Schmid, V. (2007) Salute e nascita: La Salutogenesi in gravidanza. Milano: Urra. - Spandrio, R., Regalia, A. and Bestetti, G. (2023) Fisiologia della Nascita: dai prodromi al post partum. Roma: Carocci. - Valle, A. (2022) Manuale di Sala Parto. Milano: Edi-Ermes.
Durante il terzo anno di corso i setting assistenziali nei quali è prevista l’attività di tirocinio con i relativi obiettivi generali sono i seguenti (per gli obiettivi specifici vedasi le singole schede di valutazione dello studente per ogni setting). - Sala Parto Obiettivo generale: far acquisire allo studente le conoscenze pratiche ed i principi comportamentali relativi alle attività assistenziali proprie della sala parto focalizzando l’attenzione sulla gestione in autonomia della donna gravida in travaglio e durante il parto e del neonato in condizioni di fisiologia ed in collaborazione con il medico in condizione di patologia. Infine lo studente dovrà essere in grado di praticare, in caso di necessità, le relative misure di particolare emergenza per quanto di sua competenza. - Ostetricia-reparto Obiettivo generale: far acquisire allo studente le conoscenze pratiche ed i principi comportamentali relativi alle attività assistenziali proprie della patologia della gravidanza focalizzando l’attenzione sul precoce riconoscimento di segni e sintomi potenzialmente patologici della gravida e/o del feto (gravidanze a medio ed alto rischio, puerperio patologico, induzioni del travaglio). - Ambulatorio ostetrico-ginecologico Obiettivo generale: far acquisire allo studente le conoscenze pratiche ed i principi comportamentali relativi alle attività assistenziali proprie dell’area ambulatoriale ostetrica focalizzando l’attenzione sui servizi per la sorveglianza della gravidanza a medio/alto rischio. - Ginecologia Obiettivo generale: far acquisire allo studente le conoscenze pratiche ed i principi comportamentali relativi alle attività assistenziali proprie dell’area ginecologica focalizzando l’attenzione sull’assistenza post-operatoria (sia da patologia benigna che oncologica, sia elettiva che urgente) e sulle pazienti sottoposte ad interruzione volontaria di gravidanza (secondo Legge 194/1978 art.4 e art.6) e con patologia della gravidanza (ad esempio minaccia d’aborto) fino alla 23° settimana di gestazione. - Terapia Intensiva Neonatale (T.I.N.) Obiettivo generale: far acquisire allo studente le conoscenze pratiche ed i principi comportamentali relativi alle attività proprie della Terapia Intensiva Neonatale, per le quali deve essere in grado di analizzare e descrivere gli aspetti relativi alla pianificazione, erogazione e valutazione dell’assistenza al neonato prematuro/patologico, alla diade madre-bambino ed agli altri cargivers/alla famiglia.
Attività clinica da svolgersi nelle aree assistenziali presso gli Enti del Servizio Sanitario Regionale, le strutture pubbliche e private accreditate e le strutture pubbliche e private autorizzate o convenzionate con le Università come previsto dal piano di studi. Esercitazioni in ambiti protetti con l’ausilio di materiale (trainer ostetrico-ginecologici) che permette la simulazione ad alta fedeltà di eventi assistenziali presso il Laboratorio/Centro di Simulazione. Sessioni di debriefing in itinere con i tutor clinici, con i tutor didattici ed il Responsabile delle Attività Formative Professionalizzanti (RAFP) per riflettere e rielaborare le esperienze di tirocinio.
Il processo di apprendimento nel tirocinio da parte dello studente si articola in maniera circolare: - fase di apprendimento teorico, acquisito attraverso attività didattiche ed attività didattiche tutoriali, esercitazioni e simulazioni in Laboratorio/Centro di Simulazione; - identificazione e preparazione di specifiche abilità tecniche, relazionali e metodologiche relative al setting di tirocinio che poi verranno affrontate nella pratica dagli studenti tirocinanti e sui quali sarà redatta la loro valutazione da parte dei tutor clinici; - fase dell’esperienza diretta sul campo supervisionata dai tutor di sede che ne hanno la completa responsabilità; - fase di rielaborazione delle esperienze. Al termine del tirocinio si svolge un esame finale con un’apposita Commissione nominata dal Consiglio di Corso di Laurea composta dai tutor didattici e presieduta dal RAFP che assume il ruolo di Presidente. Concorrono alla valutazione per l’esame finale: - il raggiungimento del monte ore di tirocinio previsto per l’anno di riferimento (3° anno 21 CFU); - le valutazioni in itinere nei diversi ambiti di tirocinio; - il rispetto dello standard formativo come previsto dalla Tabella B-Standard Formativo Pratico e di tirocinio (TAB.XVIII/Ter-07) esplicitata nel D.M. n°163 del 24.07.1996 “Approvazione della tabella XVIII-ter recante gli ordinamenti didattici universitari dei corsi di diploma universitario dell’area sanitaria”, in adeguamento dell’art.9 della Legge 19.11.1990 n°341; - una prova orale strutturata con casi clinici / procedure per la rilevazione di conoscenze teoriche e pratiche adottando la metodologia OSCE Il superamento dell’esame finale comporta una valutazione certificativa espressa in trentesimi, delineata come segue: - alle valutazioni dei tutor clinici verrà assegnato un punteggio da 0 a 30, in base all’andamento del tirocinio e ai colloqui con i tutor clinici, secondo la seguente classificazione: - Ottimo: 28-30 e lode - Buono: 25-27 - Discreto: 22-24 - Sufficiente: 18-21 - Insufficiente: <18
3-5-10