RESTAURO ARCHITETTONICO 2: TEORIE, NORME E TECNICHE DEL PROGETTO PER L'ESISTENTE

[075AR]
a.a. 2025/2026

Primo Semestre

Frequenza Obbligatoria

  • 6 CFU
  • 48 ore
  • ITALIANO
  • Polo Universitario Goriziano
  • Obbligatoria
  • Orale
  • SSD ICAR/19
  • Caratterizzante
Curricula: PDS COMUNE
Syllabus

D1 - Conoscenze e capacità di comprensione
Conoscenze approfondite relative alle diverse discipline, di tipo teorico, metodologico e operativo. Capacità avanzata di lettura del testo architettonico storico.
D2 - Capacità di applicare conoscenze e comprensione
Applicazione delle conoscenze acquisite nello sviluppo dell'esercitazione progettuale.
D3 - Autonomia di giudizio
Capacità di sviluppare giudizi autonomi basati sulla lettura dell'architettura esistente e del suo contesto ai fini di una loro rigenerazione.
D4 - Abilità comunicative
Capacità di comunicare le conoscenze acquisite e le ipotesi progettuali, sia a livello grafico che testuale.
D5 - Capacità di apprendimento
Capacità di rielaborare e trasferire le conoscenze acquisite anche ad altri contesti, relativi al costruito e alla città esistenti.

Verifica applicativa delle metodologie progettuali acquisite, con riferimento all'architettura esistente. Confronto con altre discipline del fare architettura. Verifica di fattibilità dal punto di vista normativo e legislativo.

Restauro architettonico 1.

Il corso di Restauro architettonico 2 si inserisce all’interno di un laboratorio di progettazione, instaurando un dialogo con altre discipline del fare architettura.
Si tratta di lavorare in un ambito ove i diversi contributi formativi convergono verso un singolo tema, ponendo nuovi interrogativi, problemi, correlazioni, spunti, approfondimenti, possibili risposte.
Mentre nel primo corso sono stati principalmente sviluppati e precisati i percorsi metodologici di costruzione del progetto sull’esistente, anche mediante applicazioni esemplificative ma schematiche, in questa seconda esperienza disciplinare sarà possibile un loro costante approfondimento, e al contempo una loro estensione concettuale ed operativa, sia dunque con riferimento alla riflessione teorica che alla prassi, affinandone metodi e strumenti.

In prima istanza verranno approfonditi alcuni temi/autori/casi, in modo da (cominciare a) costruire un’antologia di riferimenti possibili, rispetto ai quali verranno in particolare indagati i rapporti tra approccio analitico-conoscitivo, sviluppo metodologico del progetto, esito tecnico-formale.
E’ questa la fase in cui gli studenti sviluppano il loro primo approccio al tema proposto, anche attraverso i sopralluoghi diretti, e definiscono le linee guida del loro iter progettuale, cercando di cogliere gli elementi caratterizzanti dell’edificio e del luogo (il “genius loci”), ma anche il percorso metodologico che li accompagnerà e condizionerà nelle fasi successive di precisazione ed articolazione delle scelte.

Un secondo periodo sarà dedicato all’analisi del rapporto tra norma e prassi, letto sempre tramite esemplificazioni che possano mettere in luce al contempo: problemi, riflessioni, possibili soluzioni.
In tal senso verranno tracciati itinerari di attraversamento rispetto alle principali problematiche che oggi il rispetto delle normative pone nel momento in cui si interviene su di un’architettura esistente, ove la maggior parte dei dati sono (dovrebbero essere), per l’appunto, già definiti, ovvero “dati”.

Successivamente verranno affrontate le modalità di definizione tecnica del progetto, nel tentativo di superare, almeno in parte, la genericità che spesso contraddistingue la sua soluzione formale. Anche in questo caso verrà illustrata, e quindi sperimentata da parte degli studenti, una possibile, parziale casistica, riferita ai diversi strumenti nei quali si articola, oggi, il progetto esecutivo e costruttivo di un’opera architettonica: elaborati grafici generali, tavole tematiche, soluzioni tecniche, nodi costruttivi, voci descrittive, abachi, sviluppo di particolari e dettagli, ecc.

Infine un ultimo approfondimento accompagnerà la fase conclusiva della riflessione progettuale, che dovrà essere traguardata “al dopo”. Aspetto spesso trascurato, per mancanza di tempo, nella didattica universitaria ma che, al contrario, risulta di massima importanza, anche considerando gli alti, a volte altissimi, costi di manutenzione (anche di alcune tra le opere contemporanee più celebrate).
Si tratterà in sostanza di valutare alcuni degli elementi che, in una parola, definiscono la durabilità dell’opera: dai problemi di compatibilità tra i materiali dei quali è previsto l’impiego, anche in rapporto al loro posizionamento, alle modalità di valutazione e definizione del programma di manutenzione, fino alla (al tentativo di) compilazione, seppur parziale, del fascicolo di fabbricato.

- Giovanni CARBONARA, Trattato di restauro architettonico, Utet, Torino, 1996-2011 (XII voll.)
- Giovanni CARBONARA, Architettura d’oggi e restauro. Un confronto antico-nuovo, UTET, Torino, 2011 (181 pagg.)
- Stella CASIELLO (a cura di), La cultura del restauro. Teorie e fondatori, Marsilio, Venezia, 2005 (3a ed.; 405 pagg.)
- Sergio PRATALI MAFFEI, Marco PRETELLI, Eugenio VASSALLO, Guida al corso di restauro architettonico, EgBooks Goliardica, Trieste, 2001 (252 pagg.)
- Giuseppe ROCCHI, Istituzioni di restauro dei beni architettonici e ambientali. Cause Accertamenti Diagnosi Prevenzione Interventi Collaudi, Hoepli, Milano, 1990 (2a ed.; 556 pagg.)
- B. Paolo TORSELLO (a cura di), Che cos’è il restauro? Nove studiosi a confronto, Venezia, Marsilio, 2005 (159 pagg.)

Il corso di Restauro architettonico 2 si inserisce all’interno di un laboratorio di progettazione, instaurando un dialogo con altre discipline del fare architettura.
Si tratta di lavorare in un ambito ove i diversi contributi formativi convergono verso un singolo tema, ponendo nuovi interrogativi, problemi, correlazioni, spunti, approfondimenti, possibili risposte.
Mentre nel primo corso sono stati principalmente sviluppati e precisati i percorsi metodologici di costruzione del progetto sull’esistente, anche mediante applicazioni esemplificative ma schematiche, in questa seconda esperienza disciplinare sarà possibile un loro costante approfondimento, e al contempo una loro estensione concettuale ed operativa, sia dunque con riferimento alla riflessione teorica che alla prassi, affinandone metodi e strumenti.

In prima istanza verranno approfonditi alcuni temi/autori/casi, in modo da (cominciare a) costruire un’antologia di riferimenti possibili, rispetto ai quali verranno in particolare indagati i rapporti tra approccio analitico-conoscitivo, sviluppo metodologico del progetto, esito tecnico-formale.
E’ questa la fase in cui gli studenti sviluppano il loro primo approccio al tema proposto, anche attraverso i sopralluoghi diretti, e definiscono le linee guida del loro iter progettuale, cercando di cogliere gli elementi caratterizzanti dell’edificio e del luogo (il “genius loci”), ma anche il percorso metodologico che li accompagnerà e condizionerà nelle fasi successive di precisazione ed articolazione delle scelte.

Un secondo periodo sarà dedicato all’analisi del rapporto tra norma e prassi, letto sempre tramite esemplificazioni che possano mettere in luce al contempo: problemi, riflessioni, possibili soluzioni.
In tal senso verranno tracciati itinerari di attraversamento rispetto alle principali problematiche che oggi il rispetto delle normative pone nel momento in cui si interviene su di un’architettura esistente, ove la maggior parte dei dati sono (dovrebbero essere), per l’appunto, già definiti, ovvero “dati”.

Successivamente verranno affrontate le modalità di definizione tecnica del progetto, nel tentativo di superare, almeno in parte, la genericità che spesso contraddistingue la sua soluzione formale. Anche in questo caso verrà illustrata, e quindi sperimentata da parte degli studenti, una possibile, parziale casistica, riferita ai diversi strumenti nei quali si articola, oggi, il progetto esecutivo e costruttivo di un’opera architettonica: elaborati grafici generali, tavole tematiche, soluzioni tecniche, nodi costruttivi, voci descrittive, abachi, sviluppo di particolari e dettagli, ecc.

Infine un ultimo approfondimento accompagnerà la fase conclusiva della riflessione progettuale, che dovrà essere traguardata “al dopo”. Aspetto spesso trascurato, per mancanza di tempo, nella didattica universitaria ma che, al contrario, risulta di massima importanza, anche considerando gli alti, a volte altissimi, costi di manutenzione (anche di alcune tra le opere contemporanee più celebrate).
Si tratterà in sostanza di valutare alcuni degli elementi che, in una parola, definiscono la durabilità dell’opera: dai problemi di compatibilità tra i materiali dei quali è previsto l’impiego, anche in rapporto al loro posizionamento, alle modalità di valutazione e definizione del programma di manutenzione, fino alla (al tentativo di) compilazione, seppur parziale, del fascicolo di fabbricato.

Lezioni frontali, conferenze, seminari, esercitazioni.

Ulteriori indicazioni bibliografiche specifiche verranno fornite durante le lezioni.
Altre informazioni, così come i materiali didattici, saranno messe a disposizione dal docente sulla piattaforma Moodle.

L’esame finale prevede la verifica conclusiva dell’esercitazione progettuale, sviluppata in gruppo, e la cui valutazione verrà svolta soprattutto tenendo conto del “diario delle revisioni”, redatto dal docente e dai suoi collaboratori, e degli esiti relativi ai seminari intermedi, durante i quali verrà presentato lo stato di avanzamento dell’esercitazione progettuale.
Le verifiche verteranno principalmente sulla consapevolezza raggiunta dai gruppi di studenti rispetto alle scelte progettuali effettuate, sulla coerenza metodologica del processo sviluppato, sulla correttezza delle proposte presentate sia con riferimento alla conservazione che alla valorizzazione dell’esistente.
Tale valutazione sarà comune a tutti i componenti del gruppo, mentre potrà essere differenziata in relazione allo sviluppo della parte individuale dell’esercitazione stessa.
Il punteggio della prova d’esame è attribuito mediante un voto espresso in trentesimi. Per superare l’esame (18/30) lo studente deve aver sviluppato correttamente tutti gli elaborati grafici richiesti. Per conseguire il punteggio massimo (30/30 e lode) lo studente deve invece aver sviluppato tutti gli elaborati richiesti in maniera originale, dimostrando di aver raggiunto una piena consapevolezza, sia teorica che pratica, dei temi trattati durante il corso.

Questo insegnamento approfondisce argomenti strettamente connessi a uno o più obiettivi dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

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