Il Corso di Studio in Scienze dell'educazione mira ad offrire un quadro di conoscenze e competenze personali, culturali e sociali che qualifichino la figura dell'educatore professionale socio-pedagogico.
Tale professione, ai sensi del DL 65/2017, della L. 205/2017, art. 1, commi 594 e 595, della L. 145/2018, art. 1, comma 517, risulta attualmente impiegata in una molteplicità di ambiti extrascolastici che includono: servizi educativi alla prima infanzia; servizi mirati all'inclusione delle persone disabili nelle diverse fasi della vita; servizi educativi nel settore penitenziario e di risocializzazione dei detenuti; servizi educativi e formativi di tipo formale e non formale nei contesti di lavoro e nelle organizzazioni; servizi educativi rivolti all'accoglienza e integrazione di minori stranieri non accompagnati, immigrati adulti e rifugiati; servizi geriatrici.
In ragione dell'ampiezza e dell'eterogeneità dei possibili ambiti di impiego dell'educatore, il CdS offre una formazione di base finalizzata all'acquisizione di solide conoscenze teorico-culturali nel campo delle scienze umane, di categorie interpretative dei contesti sociali, nonché competenze metodologiche e progettuali, comunicative e relazionali.
L'offerta del CdS si articola, dopo un primo anno comune, in due curricula: il primo, riferito alla figura dell'educatore nei servizi dell'infanzia, recepisce i requisiti richiesti dall'allegato B del DM 378/2018 per operare nei servizi educativi del segmento “0-3”; il secondo, centrato sulla figura dell'educatore socio-pedagogico, si rivolge idealmente a tutte le altre declinazioni del lavoro educativo previste dall'art. 1, comma 594, della L. 205/2017 e dall'art. 1, comma 517, della L. 145/2018, ad esclusione dei servizi per la prima infanzia. Entrambi i curricula sono caratterizzati da un tirocinio formativo obbligatorio, articolato in una fase indiretta e propedeutica all'apprendimento in situazione (al secondo anno), e una fase diretta che viene svolta all'interno di strutture e servizi educativi, ovviamente differenziati a seconda per percorso, sotto la supervisione di tutor universitari e operatori degli enti ospitanti (al terzo anno).
Conoscenza e comprensione.
Area socio-psico-pedagogica e metodologica
I laureati e le laureate acquisiscono conoscenze di base nell'ambito delle scienze dell'educazione: in particolare sono chiamati a conoscere e comprendere i processi educativi ed evolutivi del bambino (curriculum servizi educativi d'infanzia) e della persona nell'intero corso di vita (curriculum socio-pedagogico), sia rispetto alla realizzazione dell'identità individuale, sia rispetto alla capacità dell'individuo stesso di interagire socialmente e culturalmente nei vari contesti di appartenenza. Sempre in maniera differenziata a seconda del curriculum, tali conoscenze dovranno altresì considerare le particolari situazioni di disabilità, marginalità o vulnerabilità sociale in cui possono venirsi a trovare i destinatari dell'intervento educativo.
Aree filosofica, linguistica, storica, geografica e tecnologica
Nell'ambito delle discipline filosofiche, linguistiche, storiche, geografiche e informatiche i laureati e le laureate acquisiscono conoscenze e capacità logico-argomentative finalizzate all'analisi e comprensione dell'umano e dell'evoluzione del pensiero all'interno della società complessa. Attraverso le discipline umanistiche, in particolare, si intende sviluppare la conoscenza delle modalità attraverso cui l'uomo, nelle sue diverse forme di pensiero e in relazione alla dimensione storica attuale, ha modificato gli spazi umani, il modo di concepirli e di viverli.
Capacità di applicare conoscenza e comprensione.
Area socio-psico-pedagogica e metodologica
I laureati e le laureate dovranno sviluppare la capacità di tradurre le conoscenze teoriche maturate attraverso gli insegnamenti di base, caratterizzanti e affini in competenze progettuali e metodologiche, situate nei vari contesti di esercizio della professionalità educativa, dalla fase di analisi dei bisogni e delle potenzialità, alla fase della verifica e valutazione dell'intervento.
Aree filosofica, linguistica, storica, geografica e tecnologica
Le conoscenze e la comprensione delle discipline filosofiche, linguistiche, storiche, geografiche e informatiche dovrebbe tradursi nella capacità di lettura e analisi delle realità sociali e culturali in cui i servizi educativi sono inseriti. I laureati e le laureate in Scienze dell'educazione sono chiamati, in particolare, ad analizzare bisogni e potenzialità di individui e comunità, interpretare i fenomeni sociali, correlare fra loro gli elementi sui quali impostare l'intervento educativo. Sul piano più operativo, invece, educatori ed educatrici devono poter utilizzare le conoscenze umanistiche per collocarsi negli spazi sociali in maniera adeguata e trovare le chiavi più opportune, anche attraverso le competenze linguistiche e informatiche, per costruire relazioni e attivare reti di corresponsabilità fra gli attori dei contesti in cui operano.
Sbocchi occupazionali e professionali previsti per i laureati.
Educatore
I laureati in Scienze dell'educazione, in qualità di educatori socio-pedagogici ai sensi della L. 205/2017, commi 594-600, possono essere impiegati in servi educativi e socio-assistenziali rivolti a persone di ogni età (dalla prima infanzia alla terza età) nell'ambito del sostegno della genitorialità e alla famiglia, nei presidi culturali, giudiziari, ambientali, sportivi e motori, dell'integrazione e della cooperazione internazionale.
Competenze associate alla funzione.
Educatore
Le competenze che gli studenti sono chiamati a sviluppare sono di ordine culturale, metodologico, e progettuale. Nello specifico, le conoscenze disciplinari generali devono integrarsi con la capacità di osservare contesti educativi, elaborare ipotesi di intervento, tradurre tali ipotesi in progetti sostenibili sul piano dell'azione.
Funzione in contesto di lavoro.
Educatore
Con l'entrata in vigore del D. Lgs. 65 del 13 aprile 2017 (Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni) e con la Legge di bilancio 205/2017 (commi 594-600) sono state finalmente definite le funzioni degli educatori socio-pedagogici nei contesti di lavoro. Il combinato disposto dei due provvedimenti, infatti, individua nei servizi e nei presidi socio-educativi e socio-assistenziali i luoghi primari in cui i laureati in Scienze dell'educazione possono esercitare.
Caratteristiche della prova finale.
La prova finale consiste nella redazione di un elaborato scritto, le cui caratteristiche editoriali sono indicate nel Regolamento Didattico del Corso, che deve attestare l'adeguata padronanza di teorie e metodologie specifiche, elaborate in modo riflessivo e critico, relative ad uno o più ambiti del CdS. L'elaborato può fare riferimento all'attività di tirocinio diretto svolta durante il percorso formativo. Allo studente è richiesta la capacità di contestualizzare i temi trattati entro il quadro di riferimento offerto almeno dalla letteratura nazionale, documentabile da un apparato bibliografico redatto secondo standard consolidati. Tali aspetti sono valutati dalla Commissione preposta alla valutazione della prova finale.